Chi sono

Due movimenti: tiro indietro il mio braccio destro, e scaglio in avanti con forza la mia Canon A60 nuova fiammante in direzione della finestra.

Solo due cose mi hanno trattenuto. Il mio grande rispetto per le cose, e il mio grande rispetto per il denaro, soprattutto di quello che avevo speso pochi giorni prima per comprarla.

Tuttavia la tentazione era davvero fortissima.

Perché quel gesto di rabbia? Semplice. Era odio, era odio verso i fotografi!

Seguimi in queste righe perché tra poco ti svelerò come sono arrivato a quel punto di rottura, un momento così importante della mia vita che ha segnato il mio passaggio verso il vero mondo della fotografia. E scoprirai perché ero giunto a una conclusione così cruda e spietata verso una categoria di persone di cui peraltro volevo far parte (i fotografi, appunto).

La mia curiosità verso il mondo della fotografia scatta quando all’età di 7 anni trovo in un cassetto di casa una vecchia macchina fotografica analogica da 4 soldi. Quelle che sembrano la confezione di cartone del dentifricio. Un solo tasto, quello di scatto.

Un po’ di pressione ai miei genitori e arriva qualche rullino e il flash usa e getta. Il flash non era altro che una barretta da incastrare sopra la macchina fotografica con una decina di lampadine che si bruciavano.

Faccio le prime prove, tra cui anche un paio di foto ad un matrimonio. E quando vedo le fotografie sviluppate non credo ai miei occhi. Lasciamo stare l’esposizione, la qualità, la composizione e tutto quanto. Metti da parte tutto quello che in questo momento pensi di dover imparare, e guarda la cosa come un bambino di 7 anni che per la prima volta ha trasferito su carta un qualcosa che ha visto in prima persona. Avevo fotografato.

Si è ovvio, fotografie ne avevo già viste. Ma erano la prima volta che facevo parte di quel processo. Ho impugnato la macchina fotografica, schiacciato quel pulsante, portato il rullino dal fotografo e ora mi trovavo tra le mani il risultato di tutto quel processo. Meraviglia!

Era la fine degli anni ’80, il periodo in cui in molti prodotti commerciali trovavi “la sorpresa”. Ad esempio nella confezione di merendine, e nel fustino di detersivo in polvere.

Ricordo ancora come se fosse oggi l’emozione nel vedere tornare a casa mia madre con un fustino nuovo. No, non ero un maniaco del pulito, quello che mi interessava era sul fondo. Mi armavo di pazienza e iniziavo a scavare fino a che, sul fondo, trovavo quello che mi interessava. Una macchina fotografica usa e getta, pronta da utilizzare.

Fotografavo tutto quello che in quel momento ritenevo interessante. Oggetti in casa e fuori casa, situazioni di vita quotidiana. A volte riuscivo perfino a convincere i miei genitori a sviluppare il rullino.

Come tutti i bambini, non appena ho trovato qualcosa di più divertente e interattivo sono passato oltre, e ho messo da parte la fotografia. Eppure quando una passione brucia dentro, prima o poi rispunta fuori e bisogna cedere.

Arriva la maggiore età, la prima automobile e la relativa passione per i motori. E’ stato anche il periodo in cui ho ricominciato timidamente a fotografare. Ricordo distintamente 3 macchine fotografiche usa e getta “consumate” in una delle tante edizioni del Motor Show di Bologna a cui sono andato. E ricordo anche il conto del fotografo quando le ho portate a sviluppare.

Ho iniziato a fotografare le vacanze, le prime che facevo con gli amici e con la ragazza che frequentavo in quel periodo, ho trasportato sulle mie fotografie i primi assaggi di libertà lontano dai genitori.

Dopo qualche anno arriva il primo computer e mi regalano una webcam che, scollegata dal computer, permetteva perfino di scattare fotografie. Ecco il mio primo approccio al digitale.

Nessun display, risoluzione 320×240 (l’equivalente di 0,07 megapixel), nessuna anteprima della fotografia scattata, nessuna scheda di memoria in quanto aveva una memoria interna che conteneva dalle 8 alle 10 fotografie.

La fotografia digitale aveva già preso piede, ciò nonostante per me che ero abituato a dover passare dal fotografo per lo sviluppo dei rullini, è stata una bella sorpresa vedere a monitor le fotografie scattate. Un mondo stava per aprirsi mentre guardavo le fotografie ottenute da quella webcam da due soldi.

Bruttine direi. L’unica cosa di cui avevo il controllo era la direzione in cui puntare e scattare, difficile essere precisi senza un display o un mirino. La mia pazienza con questa webcam è durata molto poco, in breve ho iniziato a cercare online consigli su quale macchina fotografica acquistare.

Siamo quasi arrivati al momento decisivo, quello con cui ho aperto questo capitolo.

La mia scelta cade su una Canon A60. Ben 2 megapixel, una fascia media per quel periodo. La scelta è stata obbligata soprattutto dal budget a disposizione, che doveva considerare anche una scheda di memoria Compact Flash da 256mb che costava molto cara.

Chiudo il mio ordine online per un totale di 250 euro e dopo pochi giorni il corriere suona al mio citofono. Eccola, nuova fiammante. Inserisco due batterie stilo, la scheda di memoria e sono pronto a cominciare.

Inserisco la Modalità AUTO e faccio le prime prove. Cerco di prendere confidenza con il sistema di messa a fuoco che funziona anch’esso in automatico. Smanetto un po’ nei menù per impostare flash, qualità delle foto e poco altro.

Guardo le prime foto al computer. Non ci potevo credere, finalmente una risoluzione decente, 1600×1200. Finalmente delle fotografie degne di chiamarsi tali. Il tutto a portata di mano, bastava collegare la macchina fotografica al computer con il suo cavetto, ed ecco le foto sul mio monitor da 19” a tubo catodico.

Provo tutte le modalità pre-impostate, provo la modalità Paesaggio affacciandomi al balcone, la modalità Ritratto con mia madre, la modalità Notturna quando inizia a calare il buio.

Guardo le foto al computer. Inizia a tornarmi lo sconforto. Problemi di messa a fuoco, fotografie mosse, flash che si attivava a caso senza che io lo desiderassi, tempi di scatto troppo lunghi o troppo corti. Non riuscivo a ottenere quello che volevo.

Prendo il manuale di istruzioni della macchina fotografica e scopro che parla un linguaggio che io non capisco. Parla in “fotografichese” e io ancora non capisco nulla di quel mondo, ho sempre e solo vissuto la mia passione premendo un pulsante e il mio scopo era solo portare su monitor e su carta i miei ricordi più belli.

I siti web e i forum di discussioni che avevo visitato per cercare consigli sugli acquisti parlavano la stessa lingua. Un linguaggio che io ancora non parlavo, era incomprensibile per me.

Tutto il materiale era scritto da fotografi, professionisti e non. E per quanto si sforzassero, il loro linguaggio era troppo tecnico e specifico per grandi appassionati, e totalmente inutile per chi non aveva già esperienza e conoscenza del settore.

Eccoci arrivati al momento iniziale. Preso dallo sconforto, con 250 euro in meno nel portafogli, avevo solo una gran voglia di maledire tutti i fotografi e le loro stramaledette guide, e lanciare la mia macchina fotografica nuova fiammante dal balcone, per non pensare mai più alla fotografia.

Come ti ho detto, nutro un grande rispetto per gli oggetti, e per il denaro. Soprattutto perché 250 euro a quell’età e in quel periodo erano parecchi soldi.

Ho deciso quindi di armarmi di pazienza e grinta e di trovare una soluzione. Ho utilizzato la biblioteca del mio paese per iniziare a farmi una cultura sull’argomento senza spendere un capitale. Ho divorato decine di libri per principianti fino a capirci qualcosa, e pian piano a salire di difficoltà e concetti. Sono arrivato pian piano a comprendere come funziona la fotografia, come funziona la macchina fotografica, e a capire a cosa accidenti servissero quelle funzioni manuali.

Ricordo ancora l’esatto momento in cui mi trovavo in un parco di divertimenti abbandonato del mio paese, e facevo le mie prove con la Modalità Priorità di Diaframma. E’ stato il momento in cui ho capito la fotografia a pieno. Qualcosa dentro di me si è risvegliato e finalmente tutte quelle settimane sui manuali avevano prodotto qualcosa.

E’ stato come un passaggio all’età adulta, fotograficamente parlando. Sono maturato. E questo non ha fatto altro che far esplodere ancora di più in me la passione per questo genere di arte.

Ho divorato sempre più materiale, volevo sfruttare la mia compatta al 110%, volevo far miei tutti i segreti di ogni genere fotografico. In verità non ho mai smesso di studiare.

Nel tempo ho acquistato una fotocamera compatta di livello superiore e, insieme alla mia attuale compagna di vita che è anch’essa appassionata di fotografia, la mia prima reflex, una Canon 450D.

Era Aprile del 2010, ricordo ancora la prima sensazione nel tenere in mano un corpo macchina più pesante. Ricordo la velocità di scatto incredibile rispetto alle compatte e, su monitor, l’incredibile dinamica dei colori.

Ho avuto e provato decine di accessori, obiettivi, cavalletti, filtri, luci, corpi macchina diversi. E ho sperimentato molti generi fotografici, inclusa la fotografia subacquea e quella astronomica.

Tutt’oggi, dopo qualche decina di anni che impugno macchine fotografiche, amo definirmi semplicemente Appassionato.

Questo mi slega da tutte le aspettative, tutte le responsabilità su ogni scatto che faccio, tutte le critiche che si ricevono quando si posta una propria fotografia su un forum o sui social network, mi slego da quella ricerca eterna della perfezione.

Soprattutto, a me piace fotografare, punto. Non è un lavoro, è un immenso piacere. E deve restare tale. Voglio potermi dedicare per un mese intero a fare macro solo perché in quel periodo ho deciso così. E magari per i 3 mesi successivi passerò i week end ad alzarmi prestissimo per andare a catturare una singola foto di un panorama a 200km di distanza.

Voglio godermi la mia passione in totale libertà e relax. Quella passione che pulsa dal cuore e raggiunge ogni tua cellula, quella libertà di poter fare uno scatto sbagliato che però crea una fortissima emozione e che mi riporta a quel momento ogni volta che guardo la fotografia.

Lo ammetto. Non sono un fotografo. Sono un tremendo e romantico appassionato. Ed è la scelta migliore che potessi fare.

A volte mi guardo indietro e mi rendo conto che tutto questo è stato possibile grazie a due semplici cose:
– Mia madre non ha mai cambiato marca di detersivo in polvere 
– Non ho mollato finchè non ho imparato ad utilizzare la mia prima compatta

Purtroppo mi sono reso conto che, dopo 15 anni dalla mia prima compatta, le cose non sono cambiate. La formazione in ambito fotografia è scarsa, oppure troppo complessa per un semplice appassionato. I fotografi scrivono libri per fotografi. E ci sono ottimi libri. Per fotografi.

Quando un fotografo scrive un libro o tiene un corso per principianti, forse il 3% dei principianti riesce a ottenere risultati il giorno dopo, gli altri abbandonano la propria macchina fotografica.

Voglio essere sincero con te. E’ molto difficile che un fotografo sappia spiegare bene la fotografia a un completo dilettante. Parlano due lingue troppo diverse, non si incontreranno mai. E’ per questo che, mentre impugnavo la mia A60 pronto a scagliarla dalla finestra, ho esternato tutta la mia rabbia e tutto il mio odio contro la categoria dei fotografi.

Ho deciso di fondare Fare Foto Facilmente per non veder più delle povere A60 volare dalle finestre. Il mio mantenermi appassionato mi ha permesso di creare un metodo semplice per permetterti di prendere in mano la tua macchina fotografica e, in sole 4 settimane, sfruttarla al 110%.

Lo stesso effetto che hanno avuto su di me le decine di libri letti, senza che tu debba alzarti dalla sedia e senza doverti leggere decine di migliaia di pagine di una noia mortale come ho fatto io.

Voglio darti solo il succo, quello che ti serve e che utilizzerai sul campo. Il mio scopo è installare nel tuo cervello le mie conoscenze in modo facile e snello, filtrando tutto quello che non ti serve e portandoti al risultato senza possibilità di fallimento.

Niente Paura è il corso di cui vado più geloso. E’ il primo prodotto formativo che ho creato, ed è quello che ha ricevuto più testimonianze entusiaste. Prima libro, poi videocorso. Sono fiero di questo gioiello, ogni volta che ricevo una email e leggo di un cliente entusiasta perché ora sa utilizzare la sua macchina fotografica, mi si riempie il cuore di gioia e orgoglio.

Credo fortemente che ognuno di noi debba lasciare un suo segno nel mondo, un qualcosa che sarà di aiuto per le altre persone. Aiutare gli altri è la cosa più grande che possiamo fare. Sono sicuro che Niente Paura aiuterà anche te a sfruttare al 110% la tua macchina fotografica e ad ottenere fotografie eccezionali.

Se vuoi saperne di più, clicca qui per accedere a 4 video gratuiti che ti mostreranno come scegliere la tua macchina fotografica e ottenere fotografie eccezionali fin dai primi minuti.

Buona luce.